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Quest’anno la giuria di Cortisonici sarà fatta dalla redazione de I 400 calci, che è una rivista online di cinema. L’indirizzo è questo qua: www.i400calci.com.

E questa è la prima cosa. Che se andate di fretta, se avete premura dico, potete anche fermarvi qui. Con tutto che questo è un comunicato stampa, o forse un post su un qualche social, mica Dostoevskij. Se invece avete un po’ più di tempo (e se siete arrivati fino a qua secondo me questo è un momento che non siete proprio presissimi), allora, se vi va, potete leggere anche la seconda cosa. Noi siam contenti.

La seconda cosa è che su il sito de I 400 calci non è che si parli proprio di tutto il cinema. Si parla soprattutto di film dove la gente, di solito, si spara addosso. Oppure si prende a pugni. O si rincorre con la macchina in mezzo a Firenze. Sparandosi.

E questo cinema qua, mi rendo conto, di solito va a finire in una parte della nostra testa che non è proprio la stessa dove mettiamo i film dei fratelli Taviani. E se siete quel tipo di persona lì che va ai Festival del Cinema, quel tipo di persona che dopo cena, con gli amici, finita la politica, parlate di Cinema, ecco, allora poi è difficile che parlate di quel cinema lì. È comprensibile, mi rendo conto. Solo che è un peccato. Davvero. Perché, a guardarci dentro, c’è un sacco di roba che, a capirla, val la pena ed è bella davvero. Abbastanza, almeno, da fare bella figura con un monologo di dieci minuti tra il caffè e il dolce.

Che non si tratta solo di “anche il cinema d’azione, bisogna saperlo fare”, che è una cosa che, a un certo punto, abbiamo capito da soli tutti, persino io. È più una cosa che, a spiegarla, vien fuori un po’ lunga, anche ad avere tempo, ma che se dovessi provare a dirla, la direi così: è vero che nel sito de I 400 calci non parlano di tutto il cinema che c’è, ma parlano di un cinema che a saperlo guardare e a saperlo raccontare, delle volte, è come se ci fosse dentro tutto il cinema.

E questa è la seconda cosa.

La terza, e forse l’ultima, è che sono divertenti. E a leggerli, o chiacchierarci insieme, poi dopo, non so bene perché, ma sei contento. E trovare delle persone che sanno di quello che parlano e che sono anche divertenti non è mica una cosa tanto facile, secondo noi. E allora li abbiam chiamati e gli abbiamo chiesto se volevano fare la giuria, e loro hanno detto di sì.

Ecco.

Più o meno è andata così. E, almeno a noi, sembra sia andata bene.