Bumba Atomika di Senesi Michele Man Chi Sarà presente il regista Twiggy Club – Via De Cristoforis, 5 Varese Ingresso con tessera
Bumba Atomika
Italia, 2009, 98’
Regia: Senesi Michele Man Chi Soggetto e sceneggiatura: Senesi Michele Man Chi Fotografia: Roberto Pignataro, Senesi Michele Man Chi Montaggio: Senesi Michele Man Chi Musiche originali: Kurnalcool Interpreti: Erika Ferranti, Giovanni Salici, Davide Rotondo, Francesco Massaccesi, Luigi Moretti, Mauro Negri, Rodolfo Borsella, Chiara Pavoni, Giulia Elisei
Un frenetico melange di generi, che ben si inserisce nella tradizione del miglior cinema honkonghese; uno stile narrativo fresco e originale, pop e coloratissimo; un serial killer che miete vittime nella sonnolenta provincia marchigiana; e soprattutto, quattro ragazzi perennemente al verde che si barcamenano come possono per soddisfare il loro smisurato amore per le bevande alcoliche. Ma cosa fareste voi al posto loro, se scopriste che c’è chi è disposto a staccare pingui assegni in cambio di una consegna a domicilio di cadaveri freschi di giornata? Bumba atomika è un elaboratissimo affresco postmoderno, un’irresistibile trama thriller sorretta da una miriade di invenzioni visive, immersa in atmosfere surreali, un parossismo di genio e sregolatezza al servizio di un film votato al più adrenalinico divertimento, dove nulla è mai scontato. Omicidi a ripetizione, mari di sangue, alcool a fiumi; e al contempo contaminazioni videoludiche, un sottobosco di citazioni che chiamano in causa tanto i grandi autori del nuovo cinema orientale, quanto i maestri dimenticati della nostra cinematografia nazionale, uno stile aggressivo e dissacrante e un’incontenibile esigenza, che trasuda da ogni poro di pellicola, di raccontare qualcosa di nuovo, in modo diverso ed inedito. Piaccia o non piaccia, Bumba atomika non lascia indifferente lo spettatore; smuove qualcosa dentro, apre altri orizzonti, ci mostra un nuovo modo di concepire il cinema indipendente, in grado di catalizzare l’interesse del grande pubblico come un film popolare e di sperimentare nuovi linguaggi come una pellicola d’autore. E comunque piace.